Posted by on 6 Gen, 2017 in Ragazzi, Recensioni | 0 commenti

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Cover di Michele e l’aliante scomparso, di Maurizio Cometto (Delos Digital, 2016)

“Michele si sentì tirare, perse l’equilibrio e cadde là dentro. Perdere l’equilibrio significava abbandonarsi agli eventi, non pensare, e forse era proprio ciò che aveva sempre voluto fare.”

 

Accade qualcosa di terribile ai bambini di Vallascosa quando raggiungono una certa età, quell’età che oscilla tra l’infanzia e l’età adulta, e il cuore tentenna incerto e spaventato dall’enorme spazio vuoto che si trova davanti.

Accade qualcosa di terribile ai bambini che vengono portati alla spianata del Contrario, qualcosa che li cambia per sempre e che ha un nome che viene appena accennato, una parola legata alla natura, agli animali, alle cose che cambiano, e al silenzio: muta.

A Michele la muta fa paura.

Eppure proprio in Michele, e nel suo aliante misteriosamente scomparso alla spianata del Contrario, si cela la chiave che potrà liberare Vallascosa e i suoi giovani abitanti dalla minaccia che incombe su di loro.

 

Dall’infanzia all’età adulta

Maurizio Cometto, autore di Michele e l’aliante scomparso (Delos Digital)

Maurizio Cometto, autore di Michele e l’aliante scomparso  (Delos Digital)

Nel suo ultimo romanzo Michele e l’aliante scomparso, finalista al Premio Odissea 2016 e pubblicato nella collana omonima di Delos Digital, Maurizio Cometto (di cui ci siamo già occupati qui) racconta in maniera originale e personalissima la crescita, la paura di quel grande salto nel buio che il passaggio da bambino ad adulto comporta, e che è assieme tentazione e terrore, sfruttando la narrativa fantastica e mescolandola ai ricordi e alla tradizione popolare piemontese.

Perché Michele e l’aliante scomparso è, prima di tutto, un racconto fatto di radici, radici che affondano nella terra di Piemonte, tra le sue valli e alture, le sue leggende e misteri.

Vallascosa è una comunità rurale chiusa, dove segreti gelosamente custoditi cementificano il rapporto tra i suoi membri. In questo ambiente circoscritto e taciturno, che ricorda a tratti le atmosfere di film come Non si sevizia un paperino, si celebra ai danni dei bambini, e solo dei bambini maschi, un rituale che li condanna bruscamente a diventare adulti, tutti quanti, nessuno escluso.

Una metamorfosi che, fuori dalla fiction, ricorda da vicino quanto accadeva appena quaranta o cinquanta anni fa, quando l’adolescenza veniva a coincidere con l’età giusta per l’abbandono scolastico e per l’inizio della vita in cantiere, in fabbrica o nei campi.

 

Gli anfratti del mondo opposto

C’è molta familiarità nel romanzo di Cometto, si respira l’aria di un passato non troppo lontano, vivo certamente nei ricordi dei nostri nonni e padri.

Ogni parola a Vallascosa nasconde un segreto, e la spianata del Contrario ne cela uno immenso. Basta poco, infatti, per capovolgere la realtà e ritrovarsi a vivere in un altro mondo, un mondo popolato da creature che non invecchiano mai e vivono prigioniere di un’infanzia eterna.

A Valframes, immagine speculare di Vallascosa, si trovano i Mnis, gli scarti, i pezzetti rubati ai bambini che sono stati costretti a passare la muta. A Valframes Michele, giovane alter ego di Peter Pan, viene chiamato ad aiutare questi bambini smarriti a ritrovare i cuori delle loro controparti adulte. Per farlo sarà costretto a crescere, affrontando da solo la malattia, la paura e la morte.

 

Logo Delos Digital

 

Cometto non si risparmia nulla, e il romanzo oscilla spesso dal racconto di avventura a quello dell’orrore. Esplora, assieme a Michele, ogni anfratto del mondo opposto, ogni luogo buio, che siano stanze o cuori. Per farlo, usa una prosa diretta e pulita supportata da un editing particolarmente curato, nonostante in lettura siano rintracciabili piccole sviste che avrebbero meritato un ulteriore intervento.

Diario ed epistolario si frappongono alla storia principale, fornendo ai giovani lettori spiegazioni dettagliate degli eventi passati e futuri. Scelta che al lettore adulto potrebbe non piacere del tutto, ma che è quasi indispensabile, considerata l’età media dei lettori di riferimento.

 

Il dialetto come elemento fantastico

Uno degli aspetti degni di nota del romanzo di Cometto è senza dubbio la decisione di non utilizzare, per gli abitanti di Valframes, un’artlang, una lingua artistica, ma di attingere a piene mani dal dialetto piemontese.

Questo permette di raggiungere due risultati: da una parte, il dialetto parlato dai Mnis, con le sue parole per lo più sconosciute e che suonano “strane” al lettore moderno, amplifica l’aspetto fantasy del romanzo; dall’altra, proprio la territorialità linguistica, assieme all’ambientazione prettamente italiana che si riflette anche nel mondo opposto, contribuisce a quell’originalità citata all’inizio.

 

Michele e l’aliante scomparso: non solo per ragazzi

In conclusione, anche se il tema centrale di Michele e l’aliante scomparso è e resta quello della crescita – metamorfosi impercettibile e inevitabile che porta il bambino a diventare uomo passando per la delicata crisalide della pubertà – questo romanzo risulta essere una di quelle particolari opere adatte a tutti.

E se ben si adatta ai giovani lettori che si trovano nella fase delicatissima della preadolescenza, ovvero quando lo strappo tra mondo dell’infanzia e quello degli adulti è più forte e forse anche più doloroso, al tempo stesso – proprio perché spesso il ricordo sembra filtrare nella narrazione – è anche il romanzo ideale per quegli adulti che conservano in loro stessi la loro parte Mnis, e la nostalgia di un’infanzia ancora vivida nella memoria.

 

Federica Leonardi

Scheda dell'opera

mini-cover Michele e l’aliante scomparso , di Maurizio Cometto (Delos, 2016)Titolo: Michele e l’aliante scomparso
Autore: Maurizio Cometto
Editore: Delos Digital – Collana Odissea
Pagine: 232
Prezzo: € 3,99 (ebook)
Link d’acquisto: ePub / Mobi
Sul sito dell’editore: Vai

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