Posted by on 14 Mar, 2016 in Recensioni | 0 commenti

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Cover La macchia, di Maurizio Cometto (Acheron)

“La macchia è visibile non solo qui in paese, come ormai notorio, ma risulta un fenomeno di portata mondiale. Essa si posiziona, almeno vista dall’abitato di Magniverne, e precisamente dal balcone frontale del Municipio, quattro virgola sette gradi sopra il cocuzzolo nord della collina del Moro. Ha forma definita ‘fungoidale’ con la punta del cappello rivolta a sud-ovest, e contorni sfumati. Nessuno delle migliaia di comitati scientifici che studiano il fenomeno ormai da tre giorni è addivenuto a conclusioni precise sulla sua natura, che pertanto si può considerare ancora sconosciuta.”

 

Quando sopra alle teste degli abitanti di Magniverne prende forma quella che verrà poi definita genericamente “la macchia”, a nessuno sembra importare molto e la vita prosegue esattamente come prima, anche se, certo, qualcosa bisognerà pur fare, bisognerà pur dire.

Ed ecco allora che Sindaco e giunta, assessori e responsabili si riuniscono per risolvere sì alcune questioni inerenti la vita del tranquillo paesino di provincia, ma anche e soprattutto per non dover fingere di ignorare quella nube bianchissima che spicca come un enorme lenzuolo candido sopra al loro cielo blu, fenomeno inspiegabile e senza senso.

 

La macchia in alto nel cielo

Alcune cose si sanno, di questa macchia. Si sa che non si sa cosa sia, che è ferma immobile e che non è pericolosa. Si prega però la gentile cittadinanza Magnivernese di non spargere voci assurde riguardanti religione, alieni e compagnia bella, di non stare a guardarla per più di venti minuti e di non recarsi tutti quanti in massa alla collina. Questo è, più o meno, tutto quello che c’è da dire sulla nube simile a un cirro che sta sopra alle loro teste e a tutte le teste del mondo.

La posizione del Sindaco, in questa faccenda, è uguale a quella dei suoi concittadini, la sua carica non gli dà accesso a nessun tipo di illuminazione o di agevolazione, anzi. Lasciati gli uffici comunali sveste la sua fascia tricolore e, prendendo un bel respiro, corre verso ciò che rimane della sua famiglia dopo il terribile incidente che ha reso sua moglie una bambola senza vita poggiata malamente sopra di una sedia a rotelle, nemmeno pallida ombra della Giorgia bella e desiderabile che solo pochi mesi prima passeggiava con lui sotto i portici del paese baciandolo con trasporto adolescenziale. Nemmeno lontanamente paragonabile alla donna piena di vita che guardava con affetto Cassandra, la loro bambina, ora costretta a letto da una febbre persistente e fastidiosa che le offre valido spunto per far viaggiare la sua fanciullesca fantasia e riempire il padre di congetture, storie, domande e finanche teorie fosche e apocalittiche nate dalle troppe letture che le tengono compagnia e allontanano la noia del riposo forzato.

A Magniverne, intanto, le cose si complicano: la gente, un po’ ovunque, si addormenta. Il tranquillo paesino si assopisce sempre più, giorno dopo giorno, come se una mano enorme e maligna stesse, lentamente, togliendo energia e vita a ogni essere umano. A tutti, certo. Fuorché a Cassandra e al suo papà, Sindaco di un paese che era e che non è più, Sindaco di una paese coperto da una macchia che forse, adesso, un pochino si muove, ma così poco che quasi non si vede. Sindaco inutile e senza più ruolo, spettatore inerme di un presente che diventa futuro angosciante e terrifico.

 

Un ritorno alla vera fantascienza

Maurizio Cometto, autore de La macchia (Acheron)La macchia ha il profumo di qualcosa che non esiste più, ha il profumo di quella fantascienza che in pochi sanno ancora fare, di quella capacità evocativa che si trovava, talvolta ma non sempre, in quegli Urania che adesso si possono scovare, se si è fortunati, solo nelle bancarelle dell’usato sparse qui e lì, quelle con i cartelli scritti a mano “2 libri a 5 euro” o “prendi 3 paghi 2”.

Lo scrittore Maurizio Cometto – ingegnere cuneese che come autore di narrativa fantastica ha all’attivo diversi apprezzati racconti su riviste e antologie, una raccolta personale e due romanzi – torna a pubblicare dopo una pausa di diversi anni e lo fa riportandoci in quel di Magniverne, paese già protagonista del suo primo romanzo Il costruttore di biciclette (Il Foglio, 2006). Ai tempi l’autore aveva smosso la stagnante situazione del fantastico italiano, tanto da far dire a Valerio Evangelisti: “Dopo la lettura de Il costruttore di biciclette, classificherei Maurizio Cometto come uno dei capofila della nuova schiera di giovani scrittori del fantastico”.
Oggi viene ospitato da Acheron Books nella collana Eufemia, che mira a pubblicare selezionatissimi racconti autoconclusivi in ebook alternando un autore straniero a uno italiano. Ed è così che alla prima uscita Antechamber, di Lavie Thidar, segue questa nuova opera dell’ingegnere cuneese.

La macchia è un racconto breve che va apprezzato proprio per, e non nonostante, questa sua peculiarità, osservando e studiando l’accuratezza del linguaggio e dell’atmosfera che, pagina dopo pagina, s’incupisce togliendo quell’alone vagamente scanzonato che pareva esserci all’inizio del racconto. Ecco quindi che questo paesotto italiano, così simile a tanti altri e quindi specchio di tutto il nostro Paese, è costretto giorno dopo giorno a prendere atto e coscienza che in effetti qualcosa di terribile sta accadendo. E il senso di angoscia, dapprima ben celato, ora striscia ai loro e ai nostri piedi, spettatori inermi di qualcosa che forse avremmo voluto non sapere e non vedere mai, e si fa strada, passo dopo passo, aggrappandosi a ogni fibra del nostro essere.

 

Caterina “Kate” Bovoli

Scheda dell'opera

mini-cover La macchiaTitolo: La macchia
Autore: Maurizio Cometto
Editore: Acheron
Pagine: 27
Prezzo: € 0,99 (ePub/Mobi)
Link d’acquisto: ePub/Mobi

Sito dell’editore: Vai

VOTO GLOBALE:

 

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