Posted by on 5 Feb, 2018 in Recensioni | 0 commenti

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Cover di Brandelli d'Italia, romanzo di Marco Crescizz (Delos)

“Alfredo tagliuzzava e sgozzava, avido del senso di dominio che esercitava su quegli esseri deboli e inferiori. Li calpestava e si sentiva potente. Il suo cervello ne godeva, avviluppato dalle spire di quella piovra nera che lo tormentava nei suoi incubi, e lui proseguiva la marcia con un sorriso gagliardo sul volto. Alfredo il frullatore vivente. Alfredo la trebbiatrice umana, Alfredo il dispensatore di dolore.”

 

Dopo la novella Alieni coprofagi dallo spazio profondo, uscita nel 2015 per Antonio Tombolini Editore, l’autore Marco Crescizz torna sugli scaffali digitali, questa volta con un romanzo edito da Delos Books: Brandelli d’Italia.

Apparentemente una storia di fantascienza distopica e post-apocalittica, più ci si inoltra nella lettura di Brandelli d’Italia più i generi si confondono e si scivola verso la bizarro fiction. Il romanzo si è piazzato tra i cinque finalisti del Premio Odissea 2016, contest letterario promosso proprio da Delos Books, e pur non uscendone vincitore si è comunque guadagnato la pubblicazione. Ben scritto e forte di un’edizione molto curata, il libro mostra però un intreccio non sempre brillante. Vediamo di entrare nel dettaglio dell’opera.

 

C’era una volta l’Italia

La vicenda narrata si svolge in un periodo imprecisato del futuro, in ciò che resta di quella che fu la nostra penisola. Reduce da un conflitto nucleare che ha devastato il pianeta, l’Italia è stata ridotta a un’isola dalle modeste dimensioni, formata quasi esclusivamente dai residui dell’area urbana di Roma e dai suoi dintorni. Una landa desolata e desertica, rifugio dei più disperati.

Questo isolotto è governato da Papa Cesare, leader despota di un’improbabile teocrazia sorta dalle ceneri di guerre tra bande, comandate da autoproclamatesi eminenze religiose.

È in questo scenario che si muove il protagonista Alfredo Lit, un sadico imbonitore da circo affetto da amnesia che gode nel torturare dei poveracci, così da trasformarli in freak da far poi torturare nuovamente agli spettatori del suo show degli orrori.

Al fianco di Lit troviamo una coppia di amici male assortiti: Dario, un ragazzo appassionato di tecnologia in grado di riportare in funzione vecchi aggeggi del passato e Tibbuth, un ritardato di colore che pare abbia salvato la vita di Alfredo e a cui il protagonista è quindi molto affezionato.

Ma quando, a causa di un incidente durante le riprese di un filmino porno, si viene a scoprire che Tibbuth è un androide messo al suo fianco per spiarlo e condizionarlo, Alfredo si trova coinvolto in una serie di eventi che lo spingeranno a indagare sul proprio passato e a decretare le sorti di un’Italia imbarbarita, abitata da personaggi equivoci e improbabili, strani robot e cloni cannibali.

 

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Stile e contenuti del romanzo

Brandelli d’Italia è indubbiamente ben scritto, con uno stile molto scorrevole e incalzante che fa ampio uso di azione e colpi di scena. L’autore non ha remore nel trattare tematiche discutibili e che possono turbare la sensibilità di alcuni lettori, rendendo il romanzo un prodotto spregiudicato, rivolto a un pubblico decisamente maturo e in grado di affrontare crude descrizioni in pieno stile splatterpunk.

Ottimo anche l’editing. Pochissimi infatti i refusi sfuggiti, che non vanno a incidere sulla godibilità della lettura.

Brandelli d’Italia è però, come si evince dalle parole dello stesso autore nei ringraziamenti, un romanzo durante il quale Crescizz si è formato ed evoluto come scrittore, un’opera che ha visto una genesi molto travagliata – durata dieci anni e diverse riscritture – prima di approdare alla pubblicazione. E questo si nota.

Marco Crescizz, autore di Brandelli d’Italia (Delos Digital)

L’alter-ego dietro cui si nasconde Marco Crescizz, autore del romanzo distopico Brandelli d’Italia (Delos Digital).

Molte delle situazioni proposte, infatti, hanno sviluppi narrativi piuttosto ingenui e prevedibili per un lettore smaliziato. Inoltre, si ha l’impressione che la componente bizzarra e assurda sia stata inserita per stupire, scandalizzare e disgustare, così da coprire un intreccio narrativo che sembra scarseggiare di idee realmente efficaci.

Numerose scene, quando non l’intera ambientazione, si appoggiano infatti su assunti un po’ fragili, che mettono a dura prova la sospensione d’incredulità del lettore. Capiamoci bene, non è la componente bizzarra a far storcere il naso, quanto proprio le basi stesse dell’ambientazione e le motivazioni del protagonista, che spesso agisce in modo piuttosto illogico. La teocrazia papale, ad esempio, si regge su basi troppo assurde se paragonate – per rimanere in tema di distopie italiane teocratiche – a quelle dell’ambientazione del gioco di ruolo italiano Sine Requie, che risultano più credibili e coerenti pur nell’ambito dell’improbabile e del bizzarro.

 

Brandelli d’Italia: tiriamo le somme

Premettendo di non essere un grande estimatore degli aspetti più estremi dei generi bizarro fiction e splatterpunk, devo ammettere di aver provato sentimenti molto contrastanti riguardo a Brandelli d’Italia. Se da un lato ho ampiamente apprezzato lo stile di scrittura di Marco Crescizz e la cura con cui è stato affrontato l’editing, dall’altro non sono riuscito a farmi coinvolgere dalla narrazione nuda e cruda, complice anche un protagonista che definire antieroe è riduttivo. È praticamente impossibile, infatti, empatizzare con Alfredo Lit e volergli bene: è tanto sadico e malato che le sue sorti non suscitano particolare interesse e ciò rende la lettura faticosa.

A mio avviso, quindi, il romanzo fallisce nell’intento di intrattenere il lettore, ma riesce a essere senza dubbio un buon esercizio di stile.

Attenderò la prossima prova di Marco Crescizz con estrema curiosità.

 

Davide Vincenzi

Scheda dell'opera

mini-cover di Brandelli d’Italia, romanzo distopico di Marco Crescizz (Delos Digital)Titolo: Brandelli d’Italia
Autore: Marco Crescizz
Editore: Delos Digital
Pagine: 354
Prezzo: € 2,99 (ebook)
Link d’acquisto: ePub / Mobi
Sito dell’editore: Vai

VOTO GLOBALE:

 

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