Posted by on 26 Giu, 2017 in Recensioni | 0 commenti

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Freakshow, romanzo weird di Pee Gee Daniel (Kipple)

“[I freak] sono i capolavori di Madre Natura, i suoi pezzi unici: i gioiellini cui dedica tutta se stessa, a sera o nei ritagli di tempo libero, una volta chiusa la fabbrica. […] Li fa e subito distrugge il cartamodello, pesta lo stampino sotto i piedi, sfascia il calco senza attendere un attimo, tant’è il timore che ne escano due uguali.”

 

In un luogo e un tempo molto distanti dal nostro, un futuro di colonizzazioni spaziali a opera di redneck e bifolchi timorati di Dio, il Korallo’s Circus naviga di pianeta in pianeta a bordo del suo carrozzone spaziale, allestendo una mostra itinerante di fenomeni da baraccone che allietino gli spettatori con l’esibizione delle loro mostruosità, rinfrancandoli della propria flaccida normalità.

 

Nel tendone del Circo Korallo

Il circo di Monsieur Korallo ha tutto ciò che serve per stupire il pubblico: un nano sboccato dal nome evocativo di Meatball; un focomelico che si dice nato dall’accoppiamento di una donna con un tricheco; una donna ultraobesa, che si accompagna a un marito alto e secco come uno scheletro sciupato; una coppia di pinhead gemelli dalla memoria enciclopedica; un’ermafrodita dalla barba setosa e dai ferormoni incandescenti; un mezzobusto dai lineamenti scolpiti e una coppia di distinte signorine unite, letteralmente, per la vita. A loro fanno da contorno il geek, trituratrice umana di ogni sorta di oggetto e creatura vivente; l’uomo più forte del mondo e uno strano, davvero strano, ventriloquo.

Gli artisti del Korallo’s Circus vivono in una placida armonia, uniti dalla comune fede in Uincio Uancio, il salvatore dei diversi, finché non accade qualcosa di strano e i freak di Korallo cominciano, uno dopo l’altro, a sparire.

 

Un romanzo delle curiosità

Freakshow, romanzo di Pee Gee Daniel vincitore del Premio Kipple 2016, si situa a metà tra un saggio di C. J. S. Thompson e la versione bizzarra e fantascientifica di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Il romanzo di Daniel, al secolo Pierluigi Straneo, si può dividere in due blocchi ben distinti. Il primo, più descrittivo, che serve a introdurre i personaggi; il secondo, che sviluppa la storia vera e propria.

 

Logo Kipple Officina Libraria

 

Freakshow si apre come un gabinetto delle curiosità, nel quale allo spettatore-lettore vengono mostrate le storie che stanno dietro gli artisti al servizio di Korallo. L’impressione è quella di entrare effettivamente nel tendone allestito su Demopolis, per soffermarsi nello spazio di un capitolo su ciascuna delle mostruosità esposte.

A questo blocco iniziale, Straneo collega la vicenda vera e propria che fa da nocciolo al romanzo, vicenda che parte dall’attesa messianica di Uincio Uancio, mitologica creatura frutto di un imbroglio che i freak si rimpallano notte dopo notte, finché non cominciano a sparire, causando un parallelo tracollo nervoso nel povero Korallo.

 

La solitudine dell’uomo perfetto

A circa metà del racconto, nella vita perfettamente anormale dei freak si affacciano due ulteriori elementi molto diversi dai primi: Narcissus e O’Bone, rispettivamente artista e impresario. A differenza dei mostri, Narcissusu è un uomo tanto perfetto da rasentare l’espressione angelica. Eppure, se i freak dimostrano di godere appieno la loro vita, nonostante alcuni inconvenienti, Narcissus è devastato dalla propria bellezza che lo rende, in maniera paradossale, repellente al prossimo.

 

Uno stile forbito in linea con la storia

Lo scrittore Pierluigi Straneo, autore di Freakshow (Kipple)

Lo scrittore Pierluigi Straneo, in arte Pee Gee Daniel, autore del romanzo di fantascienza Freakshow (Kipple).

Per il suo romanzo Straneo adotta un linguaggio volutamente sorpassato, fatto di termini desueti, ricercati e complessi per enfatizzare il contesto narrativo. Una decisione che a tratti può frenare la lettura, ma che rappresenta un bilanciamento perfetto tra narrazione e narrato.

La scelta linguistica si rispecchia anche nei dialoghi: ciascuno dei personaggi utilizza un proprio personale registro linguistico, insolito e caratterizzante.

Il tipo di relazioni che vengono a crearsi in un ambiente come quello del circo viene reso molto bene da Straneo, che mostra di aver approfondito l’argomento per la stesura della sua storia. Un approfondimento che, come accade per le digressioni filosofiche presenti in più punti del romanzo, a tratti si sovrappone alla narrazione appesantendo un po’ lo scorrere  degli eventi.

 

Freakshow: l’ironia come strumento del bizzarro

Ambientazione coerente e ben strutturata la si trova nella descrizione della città in cui il carrozzone sceglie di fermarsi, così come nell’universo creato dall’autore. Coerenza sia narrativa che stilistica, che tiene per tutto il racconto, fino al finale paradossale e ad anello.

Straneo dimostra inoltre di saper usare l’ironia e la commedia come elementi che enfatizzano l’aspetto bizzarro della storia, alternando a un’ironia sottile un battutismo grossolano che, pur facendo naturalmente parte del registro dei personaggi, soffre purtroppo del “già sentito”.

 

L’umanità dei mostri, la mostruosità degli umani

Come in Freaks di Tod Browning, film che Freakshow omaggia in più di una scena, il romanzo di Daniel ribadisce l’ umanità dei “freaks”. Una umanità che spesso si fa mostruosa suo malgrado. Dentro la specie umana per diritto genetico, pur restandone fuori per questioni puramente estetiche, i “freaks” del romanzo non sono esenti da passioni, sentimenti e impulsi tanto intensi quanto feroci. Impulsi che scindono in  due l’uomo, qualunque aspetto abbia, e lo fanno agire da mostro, anche quando vorrebbe solo restare umano.

 

Federica Leonardi

Scheda dell'opera

mini-cover Freakshow, di Pee Gee Daniel (Kipple)Titolo: Freakshow
Autore: Pee Gee Daniel (Pierluigi Straneo)
Editore: Kipple Officina Libraria
Collana: Avatar
Pagine: 200
Prezzo: € 15,00 (cartaceo) / € 1,95 (ebook)
Link d’acquisto: Cartaceo / ePub / Mobi
Sul sito dell’editore: Vai

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