Posted by on 20 Nov, 2017 in Approfondimenti, Scrivere | 0 commenti

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Racconti di fantascienza: 5 punti cruciali

 

I racconti di fantascienza sono vere e proprie finestre aperte su mondi possibili, su universi fantastici, su scorci di futuro e di altre realtà. Almeno, questo accade quando vengono realizzati con perizia e risultano efficaci. Servono alcuni ingredienti importanti per poter scrivere racconti di fantascienza che funzionino, storie che devono colpire il lettore per l’ambientazione, i personaggi, la scrittura e il linguaggio, oppure per la trama. Più sono gli elementi che centrano il bersaglio, migliore è l’effetto finale.

 

Gli ingredienti per un racconto di fantascienza

Qualunque storia di fantascienza va costruita usando più ingredienti, quindi. Questi, miscelati in diversa misura a seconda anche della tipologia di fantascienza scelta (cyberpunk, space opera, fantascienza militare o altro), determineranno l’efficacia del racconto stesso. Ciò vale tanto per i racconti quanto per i romanzi (o film, fumetti, ecc.). Vediamo insieme quali sono gli ingredienti della ricetta.

 

Trama

La vicenda narrata. Un racconto di fantascienza, infatti, deve narrare una storia, cioè una serie di accadimenti ben strutturati, non può limitarsi alle riflessioni del narratore, al raccontare i suoi pensieri o a descrivere una singola situazione che culmini in una sola azione, a meno di casi eccezionali (si prega notare il grassetto su “eccezionali”). Una pianificazione precisa dei momenti e degli episodi – magari grazie a una scaletta degli eventi – permette di realizzare in modo semplice anche i racconti più concitati e ricchi d’azione.

 

Drone per scrivere racconti di fantascienza

Chi voglia scrivere racconti di fantascienza oggi deve restare aggiornato su come la tecnologia altera la nostra società.

Ambientazione

Il palcoscenico della storia. Nei racconti di fantascienza l’ambientazione costituisce spesso l’elemento caratterizzante. Siamo su un’astronave o una stazione spaziale? Nell’ufficio commerciale di un’azienda del 2250 oppure su un altro pianeta? L’ambientazione caratterizza la trama e le scelte dei personaggi. Un attento lavoro di worldbuilding può spesso fare la differenza tra un racconto riuscito e uno zoppicante.

 

Elemento fantastico

Quel qualcosa in più. Che si tratti dell’ambientazione stessa oppure di un elemento esterno a essa (come un alieno che atterri in Vaticano, oppure una creatura del passato che venga a farci visita), l’elemento fantastico è spesso di rottura oppure fortemente influenzante (un alieno che atterra nel 1950 è di rottura, la “miniaturizzazione” nel film Viaggio allucinante è influenzante) e di conseguenza incide sempre sullo sviluppo della trama.

 

Personaggi

I protagonisti e i comprimari. I personaggi di un racconto di fantascienza sono figli diretti dell’ambientazione. Tuttavia, in alcuni casi, potrebbero essere loro stessi l’elemento fantastico. Influenzano la trama con le loro scelte e le loro azioni e, spesso, la loro storia caratterizza il punto di vista del narratore e lo stile di scrittura.

 

Finale

Importantissimo, è il momento che chiude la narrazione e la rende completa. Il finale raccoglie tutte le fila e porta la vicenda a una conclusione precisa. Nel finale anche l’arco narrativo dei personaggi arriva a compimento e, in alcuni casi, l’ambientazione viene influenzata o modificata in maniera importante, spesso proprio dall’elemento fantastico.

“Scrivere fantascienza è come fare snorkeling nella realtà, per poi sollevare la testa e respirare il futuro”

Dario Tonani

 

Racconti di fantascienza: stazione spaziale

 

Cucinare gli ingredienti nella “forma” del racconto

Un racconto è una narrazione breve e, di conseguenza, influenza l’uso degli ingredienti di cui abbiamo appena parlato ma anche la scrittura stessa. Un racconto di fantascienza, inoltre, può essere declinato nei diversi sottogeneri (space opera, fantascienza militare, fantascienza investigativa, ecc.) e ciascuno di questi utilizzerà gli stessi ingredienti in modo differente.

 

Aggiungere la trama, quanto basta

La trama di un racconto deve essere di portata contenuta e non può risultare troppo articolata. Si rischia di non dare il giusto spazio a tutto, altrimenti. Per poter tener avvinto il lettore, inoltre, la trama non può essere piena di colpi di scena. Sia chiaro, i colpi di scena devono esserci, ma non quanti si potrebbe metterne in un romanzo, dove la maggiore lunghezza della narrazione permette al narratore di collocarli e costruirli a dovere e al lettore di “digerirli”.

I sottogeneri più improntati all’azione possono concentrarsi su una scena, uno scambio, uno scontro; in altri casi, invece, funziona molto bene la formula del dialogo, della discussione, come nel racconto di Isaac Asimov La macchina che vinse la guerra: si parla di un’intera guerra interstellare e della potenza di un supercomputer attraverso la discussione tra tre personaggi. Magistrale. La trama del racconto si articola sulla discussione e, attraverso lo scambio di battute, osserviamo una storia di notevole grandezza.

 

Costruire l’ambientazione con pochi tocchi

Setting per racconti di fantascienza

Un setting “contenuto” come una stazione spaziale è perfetto per un racconto.

In un racconto l’ambientazione non può essere descritta con la stessa ricchezza di particolari che avremmo in un romanzo. Molto meglio concentrarsi su un “angolino di universo” come un palazzo, un’astronave, una città e lasciare che siano dettagli dei personaggi e dei loro dialoghi a dipingere uno schizzo (e non un panorama) dell’ambientazione. Poche pennellate, qualche sfumatura, possono fare davvero molto, suggerendo l’idea di un universo più vasto, anche in poche pagine.

Un esempio eccellente di ciò lo si può trovare nei racconti di Mirko Dadich, giovane autore ravennate che abbiamo spessissimo pubblicato su Altrisogni e che di recente ha meritato una personale raccolta di racconti: Hydrostasis. Dadich è un vero maestro nel suggerire al lettore l’esistenza di interi universi “dietro le quinte”, disseminando dettagli illuminanti grazie a leggere pennellate nei dialoghi.

Tuttavia, ideare e costruire un’ambientazione convincente dal punto di vista del worldbuilding fantascientifico non è uno sforzo banale. Non tutti gli autori sono disposti a lavorare tanto “solo per un racconto”. Una buona soluzione? Lavorare sodo su un setting e usarlo per una intera serie di racconti. Dan Abnett, autore britannico di narrativa, fumetti e televisione, si è fatto le ossa in questo modo, con il suo ciclo di racconti (prima) e romanzi (poi) degli Spettri di Gaunt, fantascienza militare hard as nail e dalla scrittura asciutta e convincente.

 

L’elemento fantastico: cuore di tutto

L’elemento fantastico di un racconto è spesso il fattore scatenante della narrazione, ma funziona ottimamente come perno del finale. In modo particolare nei racconti con finale a effetto, l’elemento fantastico altera la percezione dell’intera narrazione. Perfetto, in tal senso, è il racconto breve Giorno d’esame di Henry Slesar, in cui l’elemento fantastico permette di rileggere tutta la narrazione, alterando il contesto dell’ambientazione e giustificando l’amaro finale a effetto. Questo racconto merita di essere studiato proprio perché l’elemento fantastico è dato da pochissime parole che però, proprio come un iceberg di cui vediamo solo una minima parte, rappresentano un intero mondo. Spiegare la natura di questo mondo prima del finale sarebbe stato sbagliato e avrebbe alterato l’effetto della narrazione.

Nei racconti di space opera o fantascienza militare, l’elemento fantastico può condire l’intera ambientazione (armi futuristiche, pianeti alieni, creature di altri mondi). In una storia di fantascienza investigativa potrebbe invece essere il metodo con cui un omicidio è stato compiuto e in questo caso, ancora, Asimov è maestro con i suoi racconti gialli sulla fisica e i robot. Insomma, per scrivere fantascienza efficace si deve senza dubbio leggere fantascienza ben scritta.

“Quando voglio scrivere fantascienza il mio cervello diventa una macchina biologica per simulare il futuro, altre realtà possibili, mondi che forse saranno le utopie o gli incubi in cui vivremo domani.”

Mirko Dadich

 

Costruire il personaggio attraverso le azioni

I personaggi dei racconti sono dettagliati con poche parole, a volte. Se questo vale in genere per i comprimari e le comparse, che spesso hanno caratteri netti e un dettaglio evidente che li distingue in modo preciso (pensate a tutti gli esseri umani che si vedono nel film Blade Runner: sono vecchi o malati, grassi, emaciati oppure necessitano di occhiali), il discorso deve essere diverso per i protagonisti, che si lasciano scoprire attraverso le loro azioni man mano che la narrazione procede.

A noi piace ricordare, come perfetto esempio di questa tecnica, il protagonista di Primo Risveglio, racconto sci-fi di Corrado Sobrero che abbiamo pubblicato nel 2010 su Altrisogni n.1. L’autore inquadra il protagonista attraverso le azioni che compie, che parlano per lui meglio ancora dei dialoghi, e “chiude” l’arco di sviluppo del personaggio proprio con la sua ultima, terribile azione, che costituisce anche il finale del racconto.

Così come può accadere per l’ambientazione, a volte vengono creati personaggi tanto stratificati ed elaborati che un solo racconto è quasi una cornice troppo piccola per loro. La formula della serialità è in questi casi perfetta per dare spazio a un personaggio tanto interessante.

 

L’importanza del finale

Nei racconti, il finale è spesso del tipo “a effetto”. Con questa tecnica è possibile dare maggiore profondità a una narrazione “raddoppiando” la potenza del testo: in uno spazio ristretto si scrive una storia che, una volta completata dal finale a effetto, viene percepita in modo diverso, diventando una vicenda differente grazie alla nuova chiave di interpretazione attraverso la quale può essere osservata. Un ottimo esempio è lo storico e fondamentale racconto sci-fi Sentinella, di Fredric Brown

In alcuni casi il finale può essere un elemento di raccordo con l’incipit e rendere il racconto “circolare”. Di solito la conclusione del racconto chiude lo sviluppo della trama e spessissimo è influenzato dall’elemento fantastico. Nei racconti di fantascienza militare mostra una pausa tra le ostilità, mai la vittoria finale, a volte una sconfitta. Nei racconti di space opera o esplorativi è perfetto per chiudere una vicenda accennando a qualcosa di più vasto. In un racconto di fantascienza investigativa è la soluzione del caso, magari con una nota agrodolce. Nei racconti in stile cyberpunk questo agrodolce deve essere marcato e tingere il “lieto fine” di una luce malsana, tipica di questo sottogenere.

“Scrivere fantascienza non è solo una faccenda di astronavi, robot e alieni. Può anche essere un modo per reinventare il passato – tramite l’ucronia – o per esorcizzare un futuro da incubo – attraverso la distopia. Questa è la fantascienza che preferisco, da autore e da lettore.”

Alessandro Girola

 

Temi per racconti di fantascienza: esplorazioni dimensionali, portali, mappe galattiche

 

Cinque consigli per scrivere racconti di fantascienza

Riepilogando: per creare racconti di fantascienza che lascino il lettore soddisfatto l’autore deve lavorare sodo, partendo da un’idea forte e originale e costruendovi intorno una narrazione ben strutturata e “divertente”.

Tuttavia può servire fare attenzione a cinque elementi, apparentemente distanti da loro. Si tratta di aspetti della scrittura fantascientifica, tendenze, concetti e nozioni che devono far parte degli strumenti di un fantascientista dei nostri giorni. Si tratta di:

  1. Le basi della scrittura
  2. La scienza e il worldbuilding
  3. Alieni e creature fantastiche
  4. Un nuovo modo di raccontare
  5. Il confronto diretto

 

Prima del decollo: le basi della scrittura!

Scrivere narrativa horror, fantasy, thriller o racconti di fantascienza richiede preparazione. Prima ancora di saper costruire un finale a effetto che funzioni, di ideare un mondo o identificare l’elemento fantastico intorno al quale far ruotare un’intera ambientazione, lo scrittore di fantascienza deve avere chiare in mente le regole della scrittura e sapere quali errori evitare, oppure come “aggirare” trappole e trabocchetti.

Alcuni errori da evitare quando si vogliono scrivere racconti di fantascienza… o di altro genere!

Questo è un aspetto fondamentale, il primo spartiacque tra essere uno scrittore “wannabe” e qualcuno che possa percorrere con successo questa strada – dove successo non vuol dire auto di lusso e fiere esclusive, ma semplicemente avere la certezza che un editore non butti nel cestino il tuo file dopo la seconda svista clamorosa.

Grammatica e sintassi, regole ortografiche e concordanza, ma anche il modo corretto di scrivere la terza persona del verbo essere maiuscola (“È”, si scrive digitando ALT+0200) sono i primi strumenti da padroneggiare, ma poi ci vuole molto altro.

Al di là della ricercatezza stilistica o dei trucchi da “vecchi volponi” della tastiera, ci sono errori basilari che non vanno mai commessi dall’aspirante scrittore. Ne abbiamo parlato in un interessante articolo, dal titolo Ventuno errori degli scrittori esordienti: come evitarli.

 

Cognizione di causa: scrivere con la scienza

Per scrivere racconti di fantascienza si deve avere il coraggio di sognare, inventando mondi futuristici e dipingendo visioni lontane nel tempo, o anche visioni vicine, nel reame del “prossimo venturo” come capita con il Cyberpunk. Per gli autori non esperti, però, una cosa molto importante nella scrittura dei racconti di fantascienza è il riuscire a creare un “universo” coerente.

Ma cosa significa esattamente universo coerente? Significa che gli eventi, la politica, la dinamica della vicenda devono rispondere a regole plausibili e realistiche, per quanto possibile. E deve farlo anche l’Universo in cui il racconto di fantascienza è ambientato, ovviamente. Qualunque impianto fantastico ha bisogno di basi scientifiche, perché queste ne costituiscono le fondamenta… Figuriamoci se vogliamo raccontare una storia di fantascienza! In inglese il nome di questo genere letterario è infatti “science fiction”, ossia narrativa scientifica. Un significato ben diverso da quello di scienza fantastica che si nasconde dietro la dicitura italiana “fanta-scienza”.

Leggi scientifiche e nozioni reali aiutano a creare storie fantastiche convincenti.

Inventare sì, quindi, ma su una base scientifica importante, credibile, attuale e che abbia riscontri. Solo lavorando su una base plausibile, verosimile è possibile costruire castelli immaginari svettanti, che risulteranno tanto più affascinanti quanto più credibili saranno le loro premesse. Per questo motivo anche chi scrive racconti di fantascienza sugli alieni deve comunque farlo con un occhio di riguardo alle molte notizie scientifiche di questi tempi, dalla scoperta della particella Xicc++ alle informazioni sui pianeti extrasolari. Rimanere isolati e ignorare quanto accade è un peccato e un errore madornale.

Per avere un’idea di come sia possibile integrare la scienza con la “fiction” suggeriamo la lettura dell’articolo Onde gravitazionali e fantascienza – parte 1.

 

La Creatura dallo Spazio Profondo

Creature aliene: la chiave di volta per scrivere racconti di fantascienza incentrati sull’incontro/scontro con l’altro. Ogni storia di fantascienza che preveda creature aliene ha bisogno che queste siano delineate con la stessa attenzione che si dedica all’aspetto scientifico e al worldbuilding. Ecosistema, descrizione fisica, abitudini, motivazioni della creatura devono essere chiare all’autore, che poi le illustrerà attraverso azioni, scene ed eventi narrati, possibilmente evitando gli “spiegoni”. Più la creatura è vicina a qualcosa di conosciuto dall’Umanità, ovvero più è comparabile e riconducibile a qualcosa di noto al lettore, maggiore sarà la sua forza narrativa.

Racconti di fantascienza con gli alieni: prepariamo con attenzione le “creature”.

Prendiamo per esempio il grande fascino dei ragni nella fantascienza. Cacciatore paziente, seduttivo, letale e spietato, il ragno viene automaticamente percepito dall’Uomo come qualcosa di alieno, di assolutamente non-umano. Un lettore ne è respinto e attratto, e questo genera fascino. La potenza simbolica del ragno è ben rappresentata dalla mitologia e dal folklore di molte culture sulla Terra e gli aracnidi sono da sempre protagonisti di storie fantascientifiche di grande impatto. Ne abbiamo parlato in un ampio articolo, che vi suggeriamo per approfondire l’argomento: Chi ha paura dei ragni? Breve aracnostoria del fantastico.

“La fantascienza racconta di androidi e pistole laser, ma parla di noi. Vive di riflessioni sulla realtà e sull’esperienza umana.”

Tommaso Percivale

 

La nuova frontiera transmediale: scrittura nei videogiochi

Che si tratti di scrivere racconti di fantascienza per ragazzi, romanzi di fantascienza militare oppure epopee di space opera, una volta preparato il “mondo” attraverso un attento world building, identificate e delineate le creature aliene o l’aspetto scientifico, serve ancora qualcosa in più. Si deve osare. Si deve portare la storia a un livello dove intensità e dinamismo concorrano a creare qualcosa di avvincente e unico, si deve giocare con le emozioni, con la caratterizzazione dei personaggi. Oppure con le scene di azione, di combattimento. Bisogna rendere la narrazione divertente e appagante per chi legge. Ci sono ottimi esempi, tutto intorno a noi.

Certi giochi entrano nell’immaginario collettivo: prendiamo esempio dalla loro “scrittura”.

L’autore di oggi che voglia esplorare un genere non può chiudersi in una torre dorata. Soprattutto se vuole scrivere di avventure e di generi “popolari”, in cui l’intrattenimento è elemento fondante e principale. Deve conoscere, deve sapere. I semplici libri non bastano più. Il cinema e le serie TV sono insufficienti, si deve pensare a “nuovi” (?) media, come il fumetto, come il videogioco. Proprio quest’ultimo ha conosciuto negli ultimi decenni un livello di scrittura mai visto prima, che ha portato a veri e propri capolavori. Ci riferiamo a titoli che hanno influenzato l’immaginario collettivo e generato mille trasposizioni. A noi i videogame piacciono molto e ne abbiamo parlato nell’articolo Videogame e Fantastico: spettacolari storie crossmediali, ma anche – con maggiore riferimento alla narrazione – ne Il mondo di Assassin’s Creed: dai videogiochi al film – Parte 1.

 

Versatilità e confronto: i concorsi letterari

La fantascienza non fa eccezione: confrontarsi e cimentarsi con i concorsi… premia!

Scrivere racconti di fantascienza brevi, fulminanti, con un finale a effetto che possa renderli immortali è bellissimo. Ovviamente per nulla facile, come obiettivo. Un consiglio è quello di cimentarsi in tutti i concorsi letterari e premi di narrativa validi su cui si possa metter mano. Alcuni offrono premi in denaro, altri la pubblicazione. Non esiste una regola per scegliere a quali partecipare e a quali no, bisogna valutare in base ai propri obiettivi, ma la partecipazione è importante.

Perché tali contest permettono di mettersi alla prova con formati, temi e soggetti differenti, di farsi conoscere e di incontrare diverse realtà editoriali e autori. Il concorso, il premio letterario, è un’ottima fucina e un’eccellente palestra per formare la “penna fantascientifica”. E questo avviene attraverso un confronto diretto. Qui ad Altrisogni.it siamo sempre attenti ai concorsi e ne abbiamo parlato anche nell’articolo Concorsi letterari: brividi d’estate 2017 per chi scrive fantastico.

“Scrivere fantascienza significa osservare la realtà ai raggi X. Quello che vedi è il futuro, un altro universo, o un’altra dimensione.”

Francesco Troccoli

 

Racconti di fantascienza: universi da esplorare

La fantascienza è un genere che amiamo in modo particolare, perché ci fa sognare guardando al futuro. La fantascienza italiana ha bisogno di nuova linfa, nuovo combustibile, nuove storie. Questi che vi abbiamo fornito sono solo alcuni dei consigli utili per chi voglia scriverle, ci sarebbe ancora tanto da dire. Se ritieni di avere gli argomenti giusti, la storia adatta, la “trovata” perfetta per un racconto di fantascienza efficace… tieni d’occhio la nostra “finestra di ricezione dei racconti” e poi mandacelo!

 

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