Posted by on 23 Mag, 2017 in Recensioni | 0 commenti

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Copertina di Elysium, romanzo di fantascienza di Jennifer Marie Brissett (Zona42)

“Era convinta che avessero un legame che andava oltre lo spazio e il tempo. Qualunque fosse la distanza che li separava, pensava che in qualche modo si sarebbero sempre trovati.”

 

Adrianne, Adrian, Antoine, Antoinette…

I nomi, declinati per genere, si ripetono in Elysium, romanzo d’esordio di Jennifer Marie Brissett, menzione speciale al Premio Philip K. Dick 2014 e finalista dei premi Locus e James Tiptree Jr.

Si ripetono come si ripetono le storie, i blocchi di paragrafi e le relazioni tra i personaggi.

Adrian/Adrianne e Antoinette/Antoine si inseguono lungo le pagine del romanzo. Si trovano, si amano e si dividono di nuovo, subendo separazioni laceranti, mentre sullo sfondo la Terra è vittima di un attacco alieno e la polvere cinerina, sparsa dagli aggressori, si diffonde ovunque portando malattia, mutamento e morte.

 

Un romanzo di fantascienza complesso

La malattia, la separazione e l’amore, inteso nelle sue innumerevoli sfaccettature, sono tra gli elementi centrali di Elysium; un romanzo difficile e complesso, la cui struttura a blocchi, con brusche interruzioni e cambiamenti repentini del P.O.V., costringe il lettore a una certa dose di allenamento e di “pratica” mentale, prima di riuscire ad afferrare il filo della storia, che procede come un nastro mandato indietro e poi avanti-veloce.

È necessario un po’ di tempo perché il senso ultimo della storia di Adrianne e Antoine e delle loro declinazioni venga pienamente compreso.

In questo sono d’aiuto sia la Postfazione che la necessaria nota dell’autrice all’edizione italiana curata da Zona42, prima traduzione mondiale del romanzo.

Logo Zona42

Una costellazione di ricordi

Il problema principale di Elysium è che non se ne può parlare a fondo senza incorrere nello spoiler. Chi sono Adrianne e Antoine? Qual è il senso dei comandi ipertestuali che vengono inseriti nella storia e spezzano le narrazioni, facendo da interlocutori, costringendo a rapidi passaggi da un racconto all’altro?

Il lutto, inteso come perdita ma anche come necessità di ricordo, è al centro di questi Campi Elisi letterari.

Per tutto il romanzo, mentre gli uomini muoiono o mutano o cercano di sopravvivere, nascondendosi nel sottosuolo come gli scarafaggi quadrimensionali che li stanno annientando, c’è un’eco, un “non dimenticarmi” che viene ripetuto all’infinito.

Ecco allora che Elysium si mostra come una rete pulsante di ricordi; un gigantesco cimitero della memoria, dove le storie di un’umanità distrutta continuano a riverberarsi nel cielo formando una costellazione di anime e vite e amori. Lì dove troviamo tanti Adrianne/Adrian che cercano e amano e perdono altrettanti Antoine/Antoinette e vengono consolati dagli Hector/Helen, nomi che restano immutati, imperituri e saldi come un codice.

 

Frammenti di testo e cicli narrativi

La scrittrice Jennifer Marie Brissett, autrice del romanzo di fantascienza Elysium (Zona42)

Jennifer Marie Brissett, autrice del romanzo di fantascienza Elysium (Zona42).

Per il suo romanzo, che parla di frammenti di storie in una Terra ucronica, dove persistono culti come quello di Vesta, la Brissett sceglie uno stile fatto di frasi spezzate e periodi brevi. A questi si sovrappongono codici sorgente, linguaggi binari e moduli di kernel.

Poiché il destino di Adrianne/Adrian è quello di cercare, assistere e perdere Antoine/Antoinette, in un susseguirsi di storie che sembrano ripetersi ciclicamente, l’autrice ripropone varie volte intere porzioni di testo. Un deja-vu narrativo che a tratti potrebbe infastidire ma che non solo è funzionale alla storia; è anche metafora di un ripetersi di gesti e frasi e pensieri che riguarda tanto i suoi personaggi quanto chiunque al di fuori del romanzo.

I dialoghi rappresentano la parte forte di questo romanzo di fantascienza; sono dialoghi che richiamano lo stile dello scrittore Raymond Carver, fatti di battute brevi, di botta e risposta, silenzi naturali e “non detto” che rendono, con estrema sintesi e invidiabile capacità narrativa, i rapporti tra i personaggi e il loro vissuto.

 

Elysium, uno strano esordio letterario

Quello di Jennifer Marie Brissett non è solo un romanzo “difficile” per scrittura e narrazione, un romanzo che richiede al lettore uno sforzo d’immedesimazione e comprensione, ma è anche un romanzo di non facile catalogazione.

È un romanzo di fantascienza? Lo è di certo: l’ucronia getta un ponte tra i suoi Adrian e Antoine  e i personaggi storici di riferimento; l’invasione, la guerra totale contro creature più forti e soverchianti sono invece quei ganci che danno alla Brissett la possibilità di parlare dell’uomo nella sua totalità.

Gli alieni le permettono di concentrare la nostra attenzione su un concetto di umanità lato, non diviso tra schieramenti. Le permettono di approfondire la riflessione su cosa ci rende umani, al di là delle singole differenze esteriori.

Una riflessione sull’uomo e sulla sua parte più cercata e mitizzata: l’anima. Immaginata come un organismo incorporeo, fluttuante e smarrito, formato dalla somma di una totalità di ricordi e di dolori e amori e nostalgie strazianti.

Ma Elysium è anche un romanzo d’amore, dove l’amore è inteso nel senso più ampio possibile, senza vincoli né distinzioni, né eccezioni.

Quello della Brissett è un romanzo “comunitario” e che chiunque, anche chi è sempre fuggito davanti alla parola “fantascienza”, può approcciare perché il messaggio che porta è rivolto all’umanità. E fa di Elysium un monumento alla speranza.

 

Federica Leonardi

Scheda dell'opera

mini-cover Elysium, di Jennifer Marie Brissett (Zona42)Titolo: Elysium
Autore: Jennifer Marie Brissett
Editore: Zona42
Traduttore: Martina Testa
Pagine: 271
Prezzo: € 15,90 (cartaceo) / € 5,99 (ebook)
Link d’acquisto: Cartaceo / ePub / Mobi
Sul sito dell’editore: Vai

VOTO GLOBALE:

 

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