Posted by on 9 Dic, 2016 in Recensioni | 0 commenti

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Cover di Dinosauria, AA.VV. (2016, Pendragon)

Aveva ucciso un dinosauro in carne e ossa, l’ultimo della sua specie. Presto o tardi, che lo volesse o no, si sarebbe trovato la casa piena di giornalisti e curiosi. Per questo motivo doveva fare la spesa: non poteva farsi trovare a mani vuote quando la gente sarebbe arrivata.

 

 

 

 

Sono una donna e sono figlia degli anni ’80. E se due più due fa ancora quattro, per me dinosauri significa, senza ombra di dubbio, Jurassic park.

Non fatemi andare a cercare quanti anni avessi precisamente; so solo che ero alle medie, che ero molto brutta e che non ero certamente tra le più popolari. Tuttavia, venni invitata anche io a vedere il film insieme agli altri. C’era quasi tutta la classe, molti pop corn, un cinema che adesso sembrerebbe da straccioni se messo a confronto con i futuristici multisala a cui siamo abituati e tanta, tantissima aspettativa.

Ero lì perché andare al cinema con gli amici era una cosa nuova e bella, ma ero lì anche perché quello sembrava proprio un film che avrebbe spaccato tutto. Tutto quello che si conosceva. Ehi… dinosauri! Dinosauri veri! Ok, non veri-veri. Ma dinosauri molto realistici, tanto realistici da non sembrare niente affatto creati al computer. Almeno per una ragazzina di dodici anni di allora.

 

Il mito dei dinosauri

Non so se quel film abbia cambiato la vita a qualcuno, ma sarei pronta a scommettere di sì. Ho idea che tanti attuali paleontologi lo siano diventati in una dei molti cinema sparsi per il mondo, a volte piccoli, sporchicci e bruttini ma sempre contenitori di sogni e di idee meravigliose.

E se anche alcuni non sono poi diventati ricercatori e paleontologi, un’intera fetta del mondo ha continuato a sognare. E si sa, i sogni maturano, mica restano lì. I sogni crescono e si gonfiano come bolle di sapone che, però, non scoppiano mai. Cercano semmai una via di fuga, una valvola di sfogo, altri sogni da sognare, altre menti da “colorare”.

Dev’essere accaduta una cosa simile ai sei autori di Dinosauria, tutti nomi importanti del fantastico italiano che ci hanno voluto regalare, guidati magistralmente dal curatore Lorenzo Crescentini, parte dei loro sogni.

Chissà se qualcuno di loro, come me, era lì, al cinema, a bocca aperta.

 

Dinosauria: il mito dei dinosauri

 

Tra scienza e fantasia con Dinosauria

Dalle loro abili penne è nata quindi questa antologia breve ma godibilissima composta da sei racconti. Il primo di essi è Strappo, di Roberto Bommarito, che si serve di due ragazzini, Caino e Indiana, per raccontare di disagio, sofferenza e violenza. E naturalmente di piccoli, piccolissimi dinosauri simili a insetti. O insetti simili a dinosauri. Ma poco importa.

Logo PendragonDavide Camparsi è autore del secondo racconto, Sauropatia, in cui in un mondo terribile si sviluppa un’incredibile malattia che trasforma l’uomo in una strana e inquietante creatura, a metà tra l’essere umano e il rettile. Essere diversi non è mai facile. Che tu abbia un colore diverso di pelle, che tu professi una religione diversa o che tu abbia una coda e molte, moltissime scaglie sul dorso.

In Pranzo di Natale Stefano Paparozzi immagina un futuro nel quale gli animalisti non si battono più per gli agnellini sacrificati a Pasqua ma per la possibile clonazione di dinosauri. I familiari di Giorgio non fanno eccezione e tenteranno in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote.

Tempo d’estinzione (lo ammetto, il mio preferito) offre a noi lettori una nuova incredibile teoria sull’estinzione dei dinosauri, fuoriuscita dalla penna di Yuri Abietti. Un punto di vista così meravigliosamente sci-fi da lasciarmi letteralmente incantata davanti alle pagine, totalmente assorbita da questa ipotesi angosciante e al medesimo tempo esaltante.

Conosceremo poi, grazie a Davide Schito, Elias Goodwin, reduce del Vietnam e ultimo cacciatore di dinosauri. Elias è un doppio eroe. Ha combattuto in Vietnam, ha sentito l’odore del sangue e della morte, i suoi occhi hanno visto cose che pochi possono dire di aver visto. Ma è sopravvissuto, almeno lui, e adesso ha una missione da compiere, l’ultima. Uccidere quel mostro, quel dinosauro. E lo ucciderà, e sarà di nuovo e per sempre eroe.

SETI, di Andrea Viscusi, conclude il sestetto di Dinosauria, raccontando di due studiosi e della straordinaria scoperta di uno di loro, un giovanissimo e impacciato paleontologo. Non solo la scoperta di costui non verrà compresa, ma con grande miopia verranno voltate le spalle a una delle catastrofi più incredibili della storia. Struggente e malinconico.

 

Nostalgia canaglia

Nonostante non sia certo una appassionata di dinosauri e anticaglie, non ho potuto fare a meno di tornare al cinema poco tempo fa e immergermi ancora una volta nel magico mondo dei dinosauri con Jurassic world. Insomma, la nostalgia si fa sentire e i dinosauri, anche per una non-appassionata come me, hanno sempre un certo fascino misterioso e delicato.

Grazie a questi sei amici autori ho potuto quindi sognare ancora un po’ cullata da altrettanti racconti (anche se non tutti si sono rivelati essere allo stesso livello qualitativo) mai banali, scontati e che mai mi hanno sorpresa a pensare “Me lo immaginavo”. Le loro teorie, le loro scoperte, le loro idee e i loro sogni hanno abbracciato completamente e totalmente la mia fervida immaginazione e, per un po’ di tempo, mi sono ritrovata catapultata nei mondi che loro hanno dipinto per me e per tutti voi che leggerete Dinosauria, antologia che tra l’altro è arricchita da alcune illustrazioni lievi ma d’impatto realizzate da Marzio Mereggia.

Poiché siamo sotto Natale, questo mi pare un bellissimo regalo da fare a qualche amico o amica, ai più giovani della famiglia e, perché no, a voi stessi.

 

Caterina “Kate” Bovoli

Scheda dell'opera

mini-cover Dinosauria, di AA.VV. (Pendragon, 2016)Titolo: Dinosauria
Autore: AA.VV., a cura di Lorenzo Crescentini
Editore: Pendragon
Pagine: 159
Prezzo: 14 euro (cartaceo)
Link d’acquisto: Cartaceo
Sul sito dell’editore: Vai

VOTO GLOBALE:

 

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