Posted by on 8 Nov, 2016 in Recensioni | 0 commenti

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Da zero a infinito, di Fabio Lastrucci

“Le porte di vetro della salumeria sono state sfondate. A poco era servito bloccarle con il frigo dei gelati, la folla sta facendo irruzione da via De La Salle per arraffare di tutto. […] Il commerciante assiste alla predazione del suo negozio con le lacrime agli occhi. Non riesce a impedirsi di mangiare. Tutti gli assalitori sono presi dalla stessa foga e strappano coi denti le plastiche delle confezioni.”

 

Le statistiche parlano chiaro, i numeri ancor di più: l’Italia non è un Paese per lettori.
Di lettori, direi, più che altro.
Ma sì, forse anche per lettori.

La verità è che abbiamo scaffali su scaffali (virtuali e non) stracolmi di prodotti che a malapena si possono chiamare romanzi e, con tutta questa roba, stanno cercando di farci dimenticare che da sempre, noi, siamo popolo di narratori e sognatori, oltreché di poeti e navigatori. Ci stanno facendo dimenticare che non sono sempre esistiti solo i romance o i fantasy o i thrilleroni a sfondo storico. Ci stanno facendo dimenticare che noi siamo anche altro. Ma leggere (tentare di, almeno) altro non è poi così semplice; le vecchie pubblicazioni sono reperibili giusto nelle bancarelle dell’usato e chi, adesso, si cimenta in generi non esattamente mainstream è da considerarsi un vero eroe, spesso dimenticato sia dalle case editrici sia dai librai che, in vetrina, espongono per necessità cose ben diverse.

 

Uno sguardo al passato, da zero a infinito

Fabio Lastrucci, autore di Da zero a infinito (Alia)Ma gli eroi esistono. Sono quelli che scrivono per passione, che pubblicano nelle piccole riviste di settore, che compaiono qui e là, che scrivono di notte dopo aver sbrigato tutte le altre faccende, che rinunciano al loro tempo libero e accendono il loro computer nel silenzio della sera, in completa solitudine. Sono quelli che credono nella forza del passato e nella forza della magia, della fantasia, di certe atmosfere che, se non tenute vive, rischiano di finire prima come sorvegliati speciali e poi nella più completa estinzione.

Fabio Lastrucci è uno di loro e con Da zero a infinito ha dato vita a una corposa antologia di 15 racconti (scritti e pubblicati nel corso degli anni) ambientati nel mondo del folle e del fantastico. Di tutto ciò che, insomma, ti sembra di comprendere ma che, ti accorgi poi, non sei riuscito a comprendere sino in fondo, perché è giusto così, perché non tutto può essere comprensibile e compreso. Di cose evanescenti, non granché tangibili, eppure piene di quell’atmosfera onirica che tanto suggestiona e ammalia.

 

Tra improbabili minotauri e strani trucchetti

È come trovarsi in un corridoio molto lungo e molto stretto. Tutto bianco, nessuna distrazione. Nessun rumore; solo noi, il corridoio e moltissime porte da aprire. Dietro ogni porta, una storia. Dentro ogni storia, uno dei mondi che Lastrucci ha creato per divertirci, spaventarci, metterci in guardia, aprirci la mente… Conducendoci da zero a infinito.

Conoscerete Olindo, sghembo e strano. Lo vedrete aggirarsi per quella città che gli va sempre più stretta, sempre più stretta, fino a togliergli il fiato nei polmoni, fino a fargli girare la testa. Non capita anche a voi, ogni tanto, di essere sopraffatti dai rumori, di avere troppi input, di sentirvi piccini e inutili, solo minuscoli ingranaggi in un sistema diventato enorme e incontrollabile? A Olindo capita, sì. Ma lui ha un trucchetto.

In una Napoli caciarona e veloce vi chiederete se “loro” sono davvero arrivati o se state impazzendo. Tutto è così diverso, tutti sembrano una versione leggermente modificata di loro stessi. E se fossero arrivati davvero? Se la conquista partisse proprio dalla città del sole e del mare? Ma Napoli è Napoli e se esiste il detto “Vedi Napoli e poi muori” un motivo ci sarà. Nessuno può resistere a quei colori, quei suoni, quei profumi.

Cosa accadrebbe, poi, se in futuro si potesse chattare con l’aldilà? Trovare i nostri cari estinti su un social network simile a Facebook ma popolato solo da morti? Digiti il nome nella barra e poi… poi devi sperare di trovare chi interessa a te e che quello abbia voglia di parlare. Semplice, no? Ma il guaio è che poi certa gente strana si mette in testa cose che non vanno bene, tipo andare a contattare Hitler. Pruriginoso come una maglia di cento percento lana.

E quei grandi condomini di città? Ho ringraziato di abitare in campagna. Ma li conosco, li vedo quando viaggio. Grandi complessi a uno o più edifici. Scala A, scala B, scala C. Atri grandi che sanno di umidità e gradini su gradini che se non conosci bene la strada è finita: sei perso per sempre. Cantine dalle porte tutte identiche, corridoi male illuminati, qualche gocciolio di sottofondo. E lì, nel buio, cosa c’è?

 

L’urgenza di riflettere insieme su cose importanti

L’antologia Da zero a infinito, oltre a risentire purtroppo di un editing approssimativo, risente, a mio parere, di una lunghezza eccessiva. Trovo che le antologie siano più facilmente fruibili e godibili quando hanno volumi minori. Quindici racconti sono tanti e tenere alta l’attenzione per tante pagine e storie può non essere semplicissimo.

Nonostante i racconti non siano tutti centrati e coinvolgenti allo stesso modo (bellissimo, a mio parere, Nero di seppia) il giudizio generale non può che essere positivo. Non mancano fantasia, atmosfera e voglia di riflettere su temi molto importanti, a tratti persino filosofici e sfuggenti come sabbia nel palmo della mano, con romanticismo e profondità.

15 racconti consigliati a tutti coloro che hanno bisogno di staccare e “perdersi” su altri… mondi.

 

Caterina “Kate” Bovoli

Scheda dell'opera

mini-cover Da zero a infinito, di Fabio LastrucciTitolo: Da zero a infinito
Autore: Fabio Lastrucci
Editore: CS_libri – Coll. ALIA Arcipelago
Pagine: 172
Prezzo: 2,99 euro (digitale)
Link d’acquisto: ePub / Mobi
Sito dell’editore: Vai

VOTO GLOBALE:

 

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