Posted by on 6 Lug, 2016 in Recensioni | 0 commenti

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Un colpo alla speranza, di Marcello Gagliani Caputo - un libro sull'apocalisse zombie

“Si incamminarono, spostando lo sguardo a destra e a sinistra per controllare l’eventuale presenza di qualche zombie cannibale. Passarono davanti a negozi chiusi, ma anche ad altri distrutti e saccheggiati. Sui muri erano state lasciate scritte con la vernice, con cui qualcuno aveva sfogato tutta la propria rabbia contro le forze dell’ordine e il Governo nazionale, ma c’erano anche palazzi anneriti dagli incendi e un paio erano stati sventrati da qualche esplosione. Marco stentò a riconoscere quelle strade familiari che tutti i giorni aveva percorso per andare al lavoro. Aveva la sensazione di essere stato catapultato su un altro Pianeta, il giorno dopo l’Apocalisse.”

 

Può essere piccola e bruttina, può essere grande e splendente, può essere solo una strada con qualche casetta qui e là, può essere sporca e disorganizzata, avere un sindaco incompetente, un parco cittadino sporco e malridotto, ci possono essere un sacco di incroci pericolosi o semafori che non funzionano nemmeno prendendoli a calci ma… ehi! È la nostra città!

E la nostra città è nostra, appunto; nostra e di nessun altro. Ci lascia perplessi l’immigrazione di massa, ci spaventa questa mala gioventù, cominciamo a sospettare di chiunque quando nel nostro quartiere aumentano esponenzialmente i furti e ci piace pensare di poterci difendere anche da soli, adesso, con il famigerato progetto del Controllo di Vicinato.

Ci piace – è innegabile – credere di avere il controllo. Ci piace credere di poter decidere. E qualche volta certo, accade.
Ma non sempre.

 

Gli zombie arrivano a Roma

L’aria frizzante di primavera fa brillare la città come un diamante e Marco ha appena firmato il suo primo contratto editoriale; il suo sogno ha preso vita, il suo romanzo ha trovato una casa e qualcuno che si occuperà di lui con cura e professionalità mentre Roma, tutto intorno, è bella, grande e caotica come sempre. Le immagini sono chiare, vivide, e a noi non resta che figurarci questa scena, questo ragazzo felice e sereno con un timido sorriso ad adornargli il volto.

Ricordiamocelo, questo momento, perché si tratta della quiete prima della tempesta, la classica scena che, nei film, è preludio di avvenimenti terribili. Gli incipit gioiosi – ormai si sa – non sono mai forieri di buone notizie.

È un attimo, un attimo veloce come un battito di ciglia, molto più veloce di un avvertimento, più di una preghiera smozzicata in mezzo ai denti. Un furgone si schianta con violenza davanti ai suoi occhi, un’ambulanza lo sorpassa a tutta velocità senza fermarsi, esplosioni multiple cominciano a devastare la città e inizia a farsi strada un vago senso di irrealtà, di pericolo, di tragedia imminente.

Quando l’autista del furgone, dato ormai per spacciato, non solo sembra riprendere vita ma pare avere tutta l’intenzione di sbranarli, Marco e il suo nuovo amico Pietro decidono che la cosa migliore da fare è cambiare aria. E in fretta.

 

Un colpo alla speranza, zombie novel on the road

Giusto il tempo di racimolare qualche cosa e mettere il gatto Rudy nello zaino e Marco e Pietro sono in strada, pronti a fuggire da una Roma che sembra ormai in preda al panico, alla violenza incontrollata e al sangue, e non si può non sapere (accettare è un altro paio di maniche) che quelle cose lì fuori sono zombie. Sono proprio loro, gli zombie di Romero, quelli dei fumetti, delle serie televisive, dei romanzi più famosi. E stanno distruggendo Roma.

I tre viaggiatori sono diretti verso Sabaudia nella speranza di recuperare Laura, la sorella di Marco, e di trovare, chissà, un po’ di pace. Ma la strada è lunga, loro devono viaggiare di notte e Pietro non è più giovane. Gli zombie sono ovunque, spesso si muovono in branchi e, nonostante siano quasi ciechi, hanno dalla loro una insospettabile forza e velocità.

Il cammino, lungo una settimana, incrocerà quello di molte altre persone che un tempo avevano una famiglia, un lavoro, delle passioni e che adesso non hanno più nulla se non paura, miseria e l’umana fragilità resa ancor più evidente dal pericolo e dall’istinto di sopravvivenza.

Marco, Pietro e Rudy divengono quindi un microcosmo in viaggio, una famiglia che, per quanto strana, è però essenza stessa della parola: nucleo, protezione, compagnia e affetto incondizionato.

 

Gli archetipi zombie sono salvi

La categoria zombie, in letteratura, non accenna a conoscere periodi di stanca e anche Marcello Gagliani Caputo ha voluto cimentarsi – dopo averci dato un assaggio con il racconto Protocollo 19 – in una zombie novel tutta italiana, ambientata proprio nel cuore stesso della nostra affascinante penisola, in una delle città, ça va sans dire, più belle del mondo. E lo fa conoscendo e avendo ben presenti tutti gli archetipi della categoria, che troviamo e apprezziamo anche in Un colpo alla speranza che, oltre a essere una riuscita narrazione on the road è anche un romanzo pieno di atmosfera e di tutta quella desolazione umana – fisica ma anche spirituale – che fa accapponare la pelle e stringere gli occhi, che ci fa domandare “E io? Io cosa farei? Cosa ne sarebbe di me?”. La risposta non è sempre quella che vorremmo ricevere.

Se la chiusa della narrazione risulta essere piuttosto frettolosa, quasi violenta, questo piccolo difetto stilistico si fa perdonare grazie all’immancabile aria post-apocalittica tanto cara agli appassionati del genere, grazie a quel gatto che spunta dallo zaino, grazie ad alcune scene decisamente stranianti e a certi personaggi che, all’improvviso, catturano la nostra attenzione dando “movimento” e respiro al romanzo, rendendolo molto scorrevole e assai piacevole.

 

Caterina “Kate” Bovoli

Scheda dell'opera

mini-cover Un colpo alla speranza, di Marcello Gagliani CaputoTitolo: Un colpo alla speranza
Autore: Marcello Gagliani Caputo
Editore: self-publishing
Pagine: 202 (cartaceo)
Prezzo: € 13,90 (cartaceo); € 2,99 (Mobi)
Link d’acquisto: Cartaceo / Mobi

Sul sito dell’autore: Vai

VOTO GLOBALE: [yasr_overall_rating]

 

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