Posted by on 8 Mar, 2016 in Interviste | 0 commenti

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Francesca Angelinelli, autrice su Altrisogni Vol.2Francesca Angelinelli è un’autrice decisamente appassionata dell’Oriente, cosa che traspare da quasi ogni sua opera in maniera più o meno dichiarata. Ha infatti dedicato buona parte del suo tempo di scrittrice a narrare storie ambientate in un Giappone di tipo feudale arricchito da elementi fantasy: un tema che troviamo ampiamente sviluppato in libri come Chariza: Il soffio del vento, Le avventure di Chariza, Haibane, Kizu no Kuma e Racconti di viaggio del monaco Kyoshi.

Anche il suo primo racconto da noi pubblicato, sulla rivista Altrisogni n.1 del Settembre 2010, era in ambientazione orientale: il cyberpunk Doppio gioco – con ninja e mega-corporazioni in una Tokyo del futuro – era nato quasi come una sfida, visto che a quei tempi la fantascienza non era mai entrata nella scrittura dell’autrice.

Francesca Angelinelli si è cimentata inoltre nell’horror (su Altrisogni n.2), nel fantasy tradizionale, nello urban fantasy e nel paranormal romance, spesso miscelando tutti o alcuni di questi generi. Potremmo dire che la sua caratteristica è quella di unire sempre una buona componente avventurosa alla descrizione di emozioni e amori contrastati. Insomma, un mix che di frequente è alla base delle buone storie di intrattenimento.

Ciò accade anche in La signora della notte, il racconto che abbiamo selezionato e pubblicato con grande piacere su Altrisogni Vol.2, la nostra antologia dedicata al fantastico italiano. Ne approfittiamo quindi per fare due chiacchiere con Francesca Angelinelli e per presentarla a chi ancora non dovesse conoscerla.

 

Intervista a Francesca Angelinelli

 

Altrisogni: Ciao Francesca. È dai tempi del tuo racconto horror Errore di valutazione, pubblicato sulla rivista Altrisogni n.2 del Dicembre 2010, che non comparivi sulle nostre pagine. Siamo quindi molto felici di averti di nuovo con noi dopo tanto tempo. Per chi non ti avesse seguito da vicino, raccontaci un po’ cosa hai fatto in questi ultimi 5 anni.

 

Francesca Angelinelli: Ho ponderato. Le alterne vicende editoriali mi hanno posta in una bizzarra situazione e così ho deciso di staccarmi dal mondo della scrittura e di dedicarmi ad altro. Ma il richiamo della pagina bianca alla fine è stato troppo forte, il bisogno di terminare le storie che avevo iniziato e di dare vita a nuove idee era più forte che mai. Così, eccoci qui… a parte alcune rare capatine nella piccola editoria, ho deciso di passare al self-publishing e devo dire di essere molto soddisfatta. Ho ritrovato slancio ed energia per nuove avventure.

 

Cover Altrisogni Vol.2

Altrisogni Vol.2 contiene 7 racconti del fantastico di Angelinelli, Dadich, Guarnieri, Guiso, Pisaneschi, Tomasich e Di Marino.

A.: Il tuo ultimo racconto La signora della notte, il fantasy presente su Vol.2, ha un’ambientazione piuttosto insolita rispetto a ciò che scrivi abitualmente. Come mai? Da cosa è scaturita l’idea di un racconto del genere?

 

A.: In realtà, questo racconto nasce da due esigenze (chiamiamole così). È nato per un’antologia a tema vampiri che ho curato, e che ha visto la pubblicazione alcuni anni fa con un editore che oggi purtroppo ha chiuso. Volevo scrivere quindi un racconto vampiresco diverso, non solo da quelli che ero solita leggere, ma anche da quelli che avevo fino a quel momento scritto. Inoltre, l’ambientazione arabeggiante era già nelle mie corde (ho un romanzo in corso su questo tema, ideato in tempi non sospetti… cioè, prima che uscisse Rebel, per essere chiari) e ho voluto cimentarmi con essa anche nella forma del racconto.

 

A.: Hai fatto e stai facendo tutt’ora esperienza come autrice autopubblicata, dopo essere passata attraverso diverse case editrici. Cosa ci puoi dire in proposito? Quali sono i pro e contro dell’autopubblicazione? E quelli della pubblicazione con casa editrice?

 

F.A.: Sì, attualmente mi autopubblico e non potrei essere più felice. Certo, è dura, non è tutto rose e fiori, però la cosa più bella è che posso prendere le decisioni da sola… ad esempio mi scelgo le cover e scelgo soprattutto di affidarmi a una professionista per l’editing. E per quanto sia incredibile, queste non sono cose che le case editrici ti danno sempre. Sono padrona del destino dei miei libri, pregi e difetti sono solo miei. Insomma, più che autopubblicata, mi sento autogestita.

I contro sono soprattutto economici, essere all’altezza di una casa editrice ha i suoi costi e, secondo me, per convincere i lettori a leggere anche i libri self-published bisogna dare loro un buon prodotto, uno che si potrebbe tranquillamente confondere con quelli provenienti da un editore affermato. La qualità costa, ma per il momento è una strada che voglio continuare a percorrere. Poi si vedrà…

 

Chariza Il soffio del ventoA.: Come vedi la situazione della narrativa fantastica di produzione italiana?

 

F.A.: Io in realtà la trovo piuttosto in salute, specialmente da quando è esploso il fenomeno self. Capiamoci, nei self c’è di tutto: il libro di qualità come quello scadente. Però trovo che questa modalità di pubblicazione abbia dato agli autori italiani delle possibilità e delle vetrine che nessun editore avrebbe mai dato loro. Anche gli editori non è che pubblichino solo capolavori, per cui ci sta che nella massa si possa trovare anche la mela bacata. Però, in generale, io leggo molte autrici e autori italiani e di solito sono molto soddisfatta dalle loro opere. Credo che ci sia fantasia negli italiani, molta più che nella miriade di romanzi anglosassoni tutti uguali. Osare ripaga? A volte sì, altre no. Però ci si è messi in gioco, che è molto più di quello che si poteva ottenere solo qualche anno fa.

 

A.: Molti lamentano che da parte del pubblico femminile nostrano ci sia una tendenza ad appiattirsi verso il romance/fantasy/erotico a discapito degli altri generi. Dalla tua esperienza, è vero o è soltanto un luogo comune?

 

Haibane Ali di cenereF.A.: Domanda difficile. Sull’erotico caschiamo malissimo, perché non mi piace granché e quindi non lo leggo. So che molte autrici hanno unito il fantasy all’erotico, ma io non parlerei di appiattimento… più che altro è un genere che c’è, esiste, e si sperimenta. Poi può piacere o non piacere, come nel mio caso. Conosco autrici italiane che scrivono erotico, ma poi magari fanno anche urban, storico, romance senza il fantasy… non è che una cosa escluda l’altra.

Sul lato romance… la questione, dal mio punto di vista è diversa. Ovvero, l’amore fa parte della vita, delle relazioni interpersonali. È difficile scrivere una storia senza dare ai personaggi una motivazione che abbia a che fare con l’amore. Ricordate Dante? “L’amor che move il sole e l’altre stelle”? Ecco. Perfino Tolkien ha messo la storia d’amore nel suo romanzo… ok, era in appendice, però c’era. Quello che voglio dire è che, anche in questo caso, dipende tutto da che cosa ci si aspetta leggendo una storia. Oltre al fatto che le donne sono forse più portate per il lato romance di una trama. Trovo più “disturbanti” certi stereotipi nella scelta dei personaggi, più che una scelta di genere che preveda il romance. Poi, forse, dipende anche da che cosa intendiamo per fantasy/romance. Twilight? Io lo definirei più fantasy per ragazzi, anche se la storia d’amore c’è ed è una parte importante della trama. Perché, se vogliamo ben guardare, anche in autrici più consumate, come la mia amata Marion Zimmer Bradley, c’erano le storie d’amore.
E poi (lasciatemi lanciare una frecciatina finale), le autrici nostrane… ma vogliamo parlare di quelle straniere? No, perché se parliamo di appiattimento…

 

A.: È vero che in futuro potremo vedere qualche altro tuo racconto sulle nostre pagine?

 

F.A.: Sì, molto volentieri. Ho diversi work in progress che sarebbero assolutamente adatti allo scopo!

 

Ringraziamo Francesca Angelinelli per il suo tempo e ci auguriamo di poterla ospitare nuovamente con opere inedite nella nostra collana antologica Altrisogni, insieme ad altri validi autori italiani. Intanto, potete seguirla e supportarla sulla sua pagina ufficiale di Facebook, su GooglePlus e su Goodreads. Buona lettura!

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